Ebola Bundibugyo, due vaccini sperimentali entrano nello studio
L'OMS ha annunciato il 4 novembre 2026 che due vaccini contro il virus Ebola Bundibugyo, di Oxford e Moderna, entreranno nello studio Tumaini in Congo.

Due vaccini sperimentali progettati specificamente contro il virus Ebola Bundibugyo entreranno nello studio clinico in corso nella Repubblica Democratica del Congo. Lo ha annunciato l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il 4 novembre 2026, dopo la raccomandazione del suo gruppo tecnico consultivo sulla scelta dei vaccini candidati.
I due vaccini candidati
Si tratta di ChAdOx1, sviluppato dall'Università di Oxford con il Serum Institute of India, e di mRNA-1469, sviluppato da Moderna. Il gruppo tecnico consultivo indipendente dell'OMS ne ha raccomandato l'ulteriore valutazione clinica sulla base dei primi dati preclinici e clinici. Secondo il rapporto del gruppo (TAG-CVP), la raccomandazione è stata unanime e riguarda uno studio di fase 2/3; sono stati esaminati i dati di sicurezza, gli studi sugli animali e i primi risultati sull'uomo. Secondo l'OMS, è la prima volta che vaccini pensati proprio contro il virus Bundibugyo vengono valutati durante un'epidemia di questa malattia. Entreranno nello studio solo dopo le autorizzazioni nazionali.
Come funziona lo studio Tumaini
Lo studio, chiamato Tumaini, permette di testare più vaccini all'interno di un'unica sperimentazione. Usa la vaccinazione "ad anello", che coinvolge i contatti delle persone con infezione confermata. Il primo vaccino valutato è Ervebo, già autorizzato contro un altro virus Ebola, la specie Zaire. Sono già attivi quattro anelli di vaccinazione e altri sono in preparazione. Lo studio è guidato dall'Istituto nazionale di ricerca biomedica del Congo (INRB) con l'Università di Anversa, in collaborazione con l'OMS, Medici Senza Frontiere, Africa CDC e altri partner. I risultati sui vaccini sono attesi all'inizio del 2027.
Prosegue anche la ricerca sulle cure: lo studio PARTNERS, avviato a luglio, valuta se un anticorpo monoclonale, un antivirale o la loro combinazione migliorano la sopravvivenza dei pazienti. I primi risultati sono attesi nei prossimi mesi.
"I vaccini da soli non porranno fine a questa epidemia, ma potrebbero diventare un nuovo e potente strumento per tenerla sotto controllo", ha dichiarato il direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus.





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