Malattie tropicali neglette: progressi fragili per l'OMS
Secondo il rapporto OMS del 4 novembre 2026, 63 Paesi hanno eliminato almeno una malattia tropicale negletta, ma molti obiettivi sono lontani e i fondi calano.

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha pubblicato il 4 novembre 2026 il "Global report on neglected tropical diseases 2026", la valutazione di metà percorso della tabella di marcia 2021–2030 contro le malattie tropicali neglette. Il quadro che ne emerge è fatto di progressi reali ma disomogenei e fragili, in un momento in cui i finanziamenti internazionali sono in calo.
Tra le malattie seguite dalla tabella di marcia rientrano, ad esempio, la malattia del sonno, la dracunculosi (o malattia del verme di Guinea), la framboesia e la dengue.
I risultati raggiunti
Secondo il rapporto, a giugno 2026 erano 63 i Paesi che avevano eliminato almeno una malattia tropicale negletta, contro i 42 di fine 2020. Nel 2024 le persone che avevano bisogno di interventi contro queste malattie erano 1,41 miliardi: il 36% in meno rispetto al 2010 e il 19% in meno rispetto al 2020. I casi di malattia del sonno sono diminuiti del 98% dal 1999, mentre la dracunculosi ha toccato nel 2025 il minimo storico di 10 casi umani.
Le ombre: obiettivi lontani e meno fondi
Il rapporto sottolinea però che la maggior parte degli indicatori è ancora lontana dagli obiettivi fissati per il 2030 e che solo tre traguardi specifici previsti per il 2025 sono stati raggiunti. Il percorso verso l'eradicazione della framboesia non è in linea con i tempi previsti. Preoccupa anche la dengue, che nel 2024 ha raggiunto il record di 15,1 milioni di casi nel mondo.
Sul fronte delle risorse, i fondi complessivi destinati a queste malattie restano circa il 30% sotto i livelli precedenti alla pandemia di COVID-19, e tra il 2018 e il 2024 quasi l'80% degli aiuti internazionali è arrivato da un numero ristretto di donatori. Per i prossimi anni l'OMS indica come priorità l'aumento dei finanziamenti nazionali, l'integrazione degli interventi nei servizi sanitari ordinari e una maggiore attenzione all'equità.
Per chi vive in Italia, il consiglio pratico resta lo stesso: prima di un viaggio in zone tropicali è utile chiedere per tempo al proprio medico o a un ambulatorio di medicina dei viaggi quali misure di prevenzione sono indicate per la destinazione.
Fonti: Organizzazione mondiale della sanità, Health Policy Watch, Sanità33





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